TAX PLANNING: Registrazione del Marchio

Registrazione del Marchio

Oggigiorno ogni azienda utilizza uno o più segni distintivi (ad esempio logo, icona, nome, jingle, colore etc.) per distinguersi dalla concorrenza e fidelizzare la propria clientela, un cosiddetto vero e proprio “Marchio”.

Per Marchio si intende quel segno distintivo che ha lo scopo di contraddistinguere tra loro tutti i prodotti ed i servizi messi in commercio nel territorio dello Stato: si tratta di un bene immateriale che gode di una certa protezione. Può essere trasferito sia a titolo definitivo, tramite cessione, sia a titolo temporaneo, tramite licenza d’uso.

Un marchio per essere definito “Registrato” deve essere iscritto nel Pubblico Registro dei marchi presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi.

Non tutti sanno però che un Marchio “Registrato” è anche un ottimo strumento di pianificazione fiscale che consente di risparmiare tasse. Non è certo un caso che molte aziende, italiane e multinazionali, depositano e registrano i propri Marchi: se da un lato farlo le tutela e ne aumenta il valore commerciale, dall’altro una registrazione opportunamente sfruttata dà loro diritto a molteplici benefici fiscali.

Il modo per poter beneficiare dei vantaggi fiscali offerti dalla titolarità del marchio è quello di sfruttare il marchio già depositato per ottenere delle “Royalties” in cambio della sua concessione in licenza d’uso.

Ma cosa sono le Royalties? Prende il nome di “Royalty” il canone che il titolare del Marchio percepisce da un terzo soggetto in cambio della concessione in licenza dello sfruttamento del marchio di cui è titolare.

Il sistema fiscale Italiano prevede una tassazione per i proventi che si ottengono dalla concessione in utilizzo del Marchio Registrato imputando tale tassazione in capo al titolare del Marchio. Il trattamento fiscale, però, varierà a seconda che il titolare del Marchio sia una persona fisica o una società.

Se le Royalties sono percepite da persona fisica e tale persona detiene la paternità del marchio, il Fisco considera tali proventi come “Redditi da Lavoro Autonomo”, applicando al compenso una deduzione IRPEF in misura variabile all’età del percettore. Le deduzioni sono concesse alla misura del:

  • 40% se le Royalties sono percepite da un soggetto di età minore di 35 anni;
  • 25% se percepite da un soggetto di età maggiore di 35 anni.

 

Se a percepire le Royalties è un soggetto diverso dall’autore, in questo caso è considerato dal Fisco italiano come “Reddito Diverso” imputabile solo a fini imponibili IRPEF.

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