Resto al Sud 2.0 è un programma di incentivi finanziari a fondo perduto, previsto dal Decreto Coesione, il DL n. 60/2024 convertito dalla legge n. 95/2024, pensato per supportare la nascita e lo sviluppo di nuove imprese nelle regioni del Mezzogiorno e nei territori colpiti dagli eventi sismici del 2009 e del 2016. L’obiettivo è quello di incoraggiare un numero maggiore di giovani imprenditori e professionisti a prendere iniziative, sostenendo la loro crescita professionale e contribuendo allo sviluppo economico delle regioni del sud Italia.
Il bando offre contributi a fondo perduto e voucher finalizzati all’avvio di nuove attività al fine di soddisfare le diverse necessità e supportare lo sviluppo di progetti innovativi e sostenibili.
L’obiettivo di tale programma è quello di promuovere la costituzione di nuove attività di lavoro autonomo, imprenditoriali e libero-professionali, sia in forma individuale, mediante l’apertura di Partita IVA, sia in forma collettiva attraverso la costituzione di società in nome collettivo, società in accomandita semplice, società a responsabilità limitata e società cooperativa o società tra professionisti. Una modifica introdotta in fase di conversione in legge prevede che le attività devono essere avviate, oltre che tramite l’apertura di Partita IVA, anche mediante l’iscrizione all’Albo professionale (ove prevista) per l’esercizio di attività ordinistica.
Sono destinatari dell’intervento i giovani di età inferiore a 35 anni e in possesso di uno dei seguenti requisiti:
- Giovani inattivi o disoccupati;
- Giovani in condizioni di marginalità, vulnerabilità sociale e di discriminazione;
- Disoccupati beneficiari di programmi di politica attiva Garanzia di occupabilità dei Lavoratori (GOL).
I beneficiari del bando potranno avere accesso a uno dei seguenti programmi di aiuti:
- un voucher di avvio del valore massimo di 40.000 euro, in regime de minimis e non soggetto a rimborso, che può essere utilizzato per l’acquisto di beni, strumenti e servizi utili all’avvio delle attività. Il massimale sale a 50.000 euro per l’acquisto di beni e servizi innovativi, tecnologici e digitali o di beni diretti ad assicurare la sostenibilità ambientale o il risparmio energetico;
- un contributo a fondo perduto, in regime de minimis, per programmi di spesa per l’avvio delle attività non superiori a 120.000 euro. Il contributo copre fino al 75 per cento delle spese;
- un contributo a fondo perduto, in regime de minimis, per programmi di spesa per l’avvio delle attività dal valore compreso tra i 120.000 e i 200.000 euro. Il contributo copre fino al 70 per cento delle spese.
È fondamentale precisare che i supporti predetti non sono cumulabili, i beneficiari dovranno quindi scegliere tra il Fondo Perduto e il Voucher di Avvio in base alle esigenze specifiche della loro impresa e al tipo di investimento che intendono effettuare.
Sono ammissibili al finanziamento le seguenti iniziative:
- erogazione di servizi di formazione e di accompagnamento alla progettazione preliminare per l’avvio delle attività definita su base territoriale e di concerto con le regioni, in coerenza con il Programma nazionale giovani, donne e lavoro 2021-2027 e il programma GOL;
- tutoraggio, finalizzato all’incremento delle competenze, al fine di supportare i destinatari nelle fasi di realizzazione della nuova iniziativa;
- interventi di sostegno all’investimento, consistenti nella concessione di incentivi per l’avvio delle attività.
I beneficiari degli incentivi saranno soggetti ad un costante monitoraggio per verificare la corretta realizzazione delle attività finanziate. Sarà necessario presentare report periodici su avanzamento e utilizzo dei fondi ricevuti.
Il soggetto gestore del bando è INVITALIA e le modalità esatte di candidatura, incluse le tempistiche ed i canali attraverso i quali inviare le domande, saranno comunicate attraverso il sito ufficiale di Invitalia e altri canali governativi dopo l’emanazione dell’apposito decreto attuativo.



