I Fringe Benefit sono compensi in forma non monetaria, erogati sottoforma di beni, servizi o agevolazioni, accessori alla retribuzione monetaria riconosciuta al lavoratore. Possiamo considerarli come strumenti essenziali di valorizzazione della prestazione dei lavoratori e dei collaboratori. Possono essere previsti dal contratto oppure essere elargiti volontariamente, senza formalità da parte del datore di lavoro.
La particolarità dei fringe benefit risiede nel fatto che non concorrono alla formazione del reddito da lavoro dipendente, a condizione che il valore degli stessi non superi, nel periodo d’imposta, una determinata soglia di esenzione. La Legge di Bilancio 2024 (legge n. 213 del 30 dicembre 2023) ha previsto l’innalzamento della soglia di esenzione da 258,23 euro a 1.000 euro per i dipendenti senza figli a carico e l’innalzamento della stessa a 2.000 euro per i dipendenti con figli fiscalmente a carico.
QUALI SONO I FRINGE BENEFIT PIÙ COMUNI?
I fringe benefit più comuni utilizzati dalle aziende sono:
- Buoni acquisto;
- Auto aziendale;
- Asilo aziendale;
- Polizze assicurative;
- Alloggi messi a disposizione del dipendente;
- Uso di beni di proprietà dell’azienda (telefono, tablet, pc, stampanti, …);
CHI HA DIRITTO AI FRINGE BENEFIT?
Ad avere diritto ai fringe benefit sono i dipendenti a tempo determinato o indeterminato, i dipendenti part-time o full-time, i dipendenti in smart working, gli apprendisti, gli stagisti e i lavoratori a progetto.
I beni, i servizi e le agevolazioni possono essere offerti sia al singolo lavoratore che ad una categoria specifica di dipendenti. Solitamente, i fringe benefit vengono riconosciuti ai dirigenti, ai quadri e al personale direttivo. Tuttavia, possono essere estesi senza limiti anche a tutti gli altri lavoratori. Spetta all’azienda decidere in favore di quali lavoratori o quali categorie di dipendenti erogarli.
QUALI VANTAGGI HA L’AZIENDA CHE USUFRUISCE DEI FRINGE BENEFIT?
L’utilizzo dei fringe benefit apporta all’azienda diversi vantaggi, come la fidelizzazione e la soddisfazione dei dipendenti, quando i lavoratori vedono che l’azienda investe nel loro benessere e offre benefit che migliorano la loro vita personale e professionale, sviluppano un maggiore senso di lealtà e fiducia nei confronti del datore di lavoro. Questo si traduce in una maggiore motivazione, che a sua volta può portare a una migliore performance aziendale. Un altro vantaggio è la riduzione del turnover e dell’assenteismo. Dipendenti che ricevono benefit si sentono maggiormente apprezzati e sono meno propensi a lasciare l’azienda. Questo contribuisce a una maggiore stabilità del personale e a un ambiente di lavoro più positivo e produttivo.
Da non sottovalutare sono i vantaggi fiscali associati ai fringe benefit. Le spese sostenute per i fringe benefit sono completamente deducibili dal reddito d’impresa, come previsto dall’art. 95 del TUIR. Questo permette alle imprese di ridurre il carico fiscale complessivo. Inoltre, i fringe benefit possono essere utilizzati per diminuire il carico contributivo rispetto a quello che sarebbe se le stesse somme fossero erogate come compenso in denaro. In altre parole, le aziende possono risparmiare sui costi contributivi e fiscali offrendo compensi in natura anziché aumenti salariali diretti.



